Oggi, 20 giugno, è la Giornata Mondiale del Rifugiato ed è stata istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere quelle persone che sono costrette a fuggire dal proprio paese e a lasciare la propria casa per diverse cause.
Ma chi è il rifugiato?
A definire lo status di rifugiato è l’articolo 1A della Convenzione di Ginevra del 1951, uno dei pilastri del diritto internazionale.
Vi leggiamo che il rifugiato è “colui che temendo a ragione di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le sue opinioni politiche, si trova fuori del Paese di cui è cittadino e non può o non vuole, a causa di questo timore, avvalersi della protezione di questo Paese; oppure che, non avendo cittadinanza e trovandosi fuori del Paese in cui aveva residenza abituale a seguito di tali avvenimenti, non può o non vuole tornarvi per il timore di cui sopra.”
È una definizione giuridica, chiara e solida. Ma il rifugiato non è solo una vittima è anche e soprattutto un testimone.
Perché dietro ogni parola ci sono volti, storie, famiglie, strappi ed è testimone della sua storia, del suo paese e della sua identità. Suo malgrado è anche testimone (scomodo) delle violenze e delle torture dei suoi oppressori.
Il rifugiato non è un semplice migranto, né un nomade volontario. È qualcuno che, nella mappa del mondo, non ha più un posto sicuro.
Rifugiati ieri e oggi
Spesso pensiamo che i rifugiati siano “un problema del presente”. Ma la storia è piena di fughe, esili, espulsioni. E ogni tempo ha avuto i suoi rifugiati.
Nel Seicento furono gli ugonotti, protestanti francesi cacciati da Luigi XIV. Più di 200.000 persone trovarono rifugio nei Paesi Bassi, in Svizzera, in Inghilterra.
Nel 1915, toccò agli armeni, perseguitati e deportati nell’Impero Ottomano. Moltissimi tentarono di scappare e anche nella fuga furono massacrati. Coloro che sopravvissero si dispersero in Libano, Siria, Francia.
E fu proprio a seguito del genocidio degli armeni che nacque, per la prima volta, l’idea di una protezione internazionale, con la creazione – da parte della Società delle Nazioni – del passaporto Nansen: un documento per chi non aveva più cittadinanza né Stato, per chi non poteva tornare a casa perché “casa” non era più un luogo sicuro, gli apolidi.
Poi fu il turno dei “russi bianchi” in fuga dalla rivoluzione, degli ebrei dei pogrom, degli esuli politici dopo le rivoluzioni del 1848, dei profughi delle guerre mondiali, degli oppositori delle dittature del Novecento.
Cambiano i secoli, ma resta un punto fermo: nessuno sceglie davvero di essere un rifugiato.
Oggi, secondo l’UNHCR, nel mondo ci sono quasi 43 milioni di rifugiati riconosciuti.
13 milioni si trovano in Europa.
Molti arrivano dall’Ucraina, in fuga dall’invasione russa: oltre 4,2 milioni sono sotto protezione temporanea nell’UE. Ma non sono soli.
Dalla Siria, devastata da più di un decennio di guerra, continuano ad arrivare profughi. Dall’Afghanistan, dove il ritorno dei talebani ha cancellato ogni libertà. Dal Sudan, dalla Nigeria, dal Venezuela. Guerre civili, fame, regimi autoritari, collasso economico.
Ognuna di queste crisi alimenta il numero di chi cerca rifugio.
E dall’inizio del ’900, la situazione non è certo migliorata: i conflitti, le dittature e i nuovi genocidi continuano ad esistere. E con loro, chi fugge.
Nella Giornata Mondiale del Rifugiato, mi permetto di consigliarvi alcuni film, libri e documentari per approfondire questo tema:
FILM
- Green Border – Agnieszka Holland
- Flee – Jonas Poher Rasmussen
- The old oak – Ken Loach
- Dheepan – Jacques Audiard
- La masseria delle allodole – Paolo e Vittorio Taviani
- Mayrig – Henri Verneuil
- Io sto con la sposa – Augugliaro + Del Grande + Al Nassiry
- Io capitano – Matteo Garrone
- Fuocoammare – Franco Rosi
LIBRI
- e non muoio domani – Pablo Trincia
- In mezzo al mare. Storie di giovani rifugiati – M.B. Leatherdale, M. Bertelli, E. Shakespeare
- Non siamo rifugiati – Agus Morales
- Chi è nudo non teme l’acqua – Matthieu Aikins
- Io sono l’uomo con due facce – Thanh Nguyen Viet
- La rivoluzione dei gelsomini – T. Ben Mohamed
- Migranti e rifugiate – Barbara Pinelli
DOCUMENTARI (e dove vederli)
- Lo sguardo dell’altro | Palabek Uganda – Youtube
- Formiche | Valerio Nicolosi – Prime Video
- Migrazioni | Lorenzo Camocardi – Youtube
- Il sale della terra | Wenders + Salgado – Youtube
- The Black Saint | Antonio Bellia – Netflix
- Sopraffatti dalla vita Haptas + Samuelson – Netflix
- Refugio | Manuel Gonzáles – Netflix
- Global Family | Andernach + Köhler – Netflix

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